Il servizio Pokévision chiude: scopriamo il perchè

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A chi non è mai venuta la tentazione di cercare Pokémon rari su Pokémon GO tramite un’applicazione per individuare i mostriciattoli tascabili presenti nelle vicinanze? Sicuramente a molte persone, tra quelle che sono a conoscenza dell’esistenza di questi “tracker” per Pokémon!

E proprio mentre impazza la polemica, sul fatto che si tratti di barare o meno, accade un colpo di scena del tutto inaspettato placando il focoso dibattito.

Ci sono infatti brutte notizie per chi utilizzava il più famoso sito di localizzazione per Pokémon GO, con l’intento di completare il Pokédex il più velocemente possibile, risparmiando tempo e camminate a vuoto:

Oggi, e probabilmente per sempre, il servizio Pokévision (gestito da terzi) è ufficialmente offline.

pokevision

Lo comunica l’account ufficiale Twitter di Pokévision tramite un breve messaggio dicendo di voler rispettare la volontà di Nintendo e Niantic (preoccupate per le possibili perdite di interesse verso il gioco causate dalle agevolazioni dei servizi di rintracciamento Pokémon).

Quì di seguito i due tweet originali di Pokévision:

In quest’ultimo, spiegano come sia impossibile creare il loro servizio senza possedere i diritti (appartenenti a Niantic).

Che cos’era e come funzionava Pokévision?

Pokévision era un sito accessibile da PC, iOS e Android tramite il browser web, che permetteva di individuare i Pokémon in un’area indicata, mostrando sulla mappa, in tempo reale, la loro esatta posizione ed il tempo restante prima che scomparissero.
Facendo un paragone con Dragonball, una sorta di radar cercasfere.
Pokévision, accessibile tramite il suo indirizzo web, funzionava semplicemente cercando e selezionando nella mappa l’area dove si desiderava “sbirciare” , avviando poi la ricerca.

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Come era possibile il suo funzionamento?

Questo era possibile grazie alle API di Niantic. Esso, era infatti facilmente reperibile dal web, ed è stato utilizzato dagli sviluppatori di Pokévision per accedere ai dati riguardanti lo spawn dei vari Pokémon.

E’ prevalsa dunque la volontà di Niantic, volta a complicare la ricerca dei 151 mostriciattoli di prima generazione agli allenatori, molti dei quali ormai abituati ad utilizzare regolarmente i comodi servizi di localizzazione Pokémon offerti da Pokévision.

Ora, senza questi particolari servizi e senza le “orme” all’interno del gioco Pokémon GO (eliminate dall’ultimo aggiornamento rilasciato da Niantic probabilmente per alleggerire i servers), ricercare i Pokémon più rari sarà veramente molto complicato.

Ma sarà per sempre così? Quali sono le vostre impressioni a riguardo?

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